martedì 22 aprile 2008

Venere contraria consiglia attesa in amore

Non fumo mai di mattina. E non perché l’istinto di conservazione me lo imponga, semplicemente perché non mi va. La prima sigaretta l’accendo di solito verso le due, dopo il caffè della pausa pranzo, e a volte succede che quello sia l’unico momento di tabacco che mi concedo nell’arco della giornata. A volte, ma quasi mai.
Oggi è il trentaduesimo giorno di primavera, è arrivato il sole e con lui si manifestano, dondolandosi a mezz’aria, i primi cerchi di smog della stagione.
Non ci sentiamo mai, di mattina. E non perché l’istinto di conservazione ce lo imponga, semplicemente perché tu dormi. Il primo contatto arriva senza un di solito, con naturale fatalismo, a volte succede che non arrivi nemmeno.
Oggi è arrivato il momento di consegnare il pensiero di te, morsa che mi attanaglia il cervello, ai cerchi di smog, dopo averlo fatto scorrere un'ultima volta attraverso i polmoni. Lo farò adesso, quando è ancora mattina, e attenderò con occhio vigile il momento in cui si dissolverà nel cielo imparziale della sera.
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Venere e Luna unite
come nella bandiera turca
le disturba una stella.
Io, Robin Hood dei sentimenti,
decido di strappare dai rami le foglie secche
e di portarle ogni giorno, quando suona la campana,
ai piedi dell’olivo, vicino al pertugio.
Crescono le gemme
e non sanno cos'ho fatto per loro.
Io, l’indolente Robin Hood,
asfalto le strade di chi non se ne accorge.
Arrotolo pianeti
ancora sconosciuti
con la bandiera delle Isole Cocos.
Mi accompagna una stella -
che sembra dirmi
ma tu sei scemo -

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